Solidarietà agli studenti in piazza

La segreteria provinciale milanese del PCI stigmatizza l’uso ingiustificato della forza e dei manganelli perpetrato nella tarda mattinata di oggi 17 novembre 2017 in stazione centrale, da parte delle forze dell’ordine nei confronti degli studenti che erano scesi pacificamente in piazza a manifestare contro il razzismo e l’illegalità di Stato.

L’uso della violenza contro i giovani evoca tristi episodi della nostra storia passata che non vorremmo più rivedere.

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Iniziative in occasione del centenario della Rivoluzione d’ottobre, sull’Ucraina e sulla pubblicazione del Capitale di Marx

PRESSO LA SEDE DEL CENTRO CULTURALE CONCETTO MARCHESI IN VIA SPALLANZANI 6, MILANO:
GIOVEDI 16 NOVEMBRE ALLE ORE 18.00
“CENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE”
– PRESIEDE ROLANDO GIAI LEVRA – DIRETTORE DELLA RIVISTA GRAMSCI OGGI
– INTRODUCE BRUNO CASATI – PRESIDENTE CENTRO CULTURALE C. MARCHESI
– RELAZIONE DOMENICO LOSURDO – PRESIDENTE ASSOCIAZIONE MARX XXI
SABATO 25 NOVEMBRE ALLE ORE 14,30
ASSEMBLEA PUBBLICA SUL 150° ANNIVERSARIO DELLA PUBBLICAZIONE DEL CAPITALE DI KARL MARX

INTRODUCE:

– VLADIMIRO MERLIN SEGRETARIO REGIONALE DEL PCI LOMBARDIA

RELATORI:

– BRUNO CASATI: PRESIDENTE DEL CENTRO CULTURALE CONCETTO MARCHESI
– GIORGIO GATTEI: ECONOMISTA, STORICO
– ALBERTO SCANZI: CENTRO GRAMSCI (BERGAMO)
– ROBERTO SIDOLI: ASSOCIAZIONE PRIMO OTTOBRE DI AMICIZIA ITALIA-CINA
SABATO 2 DICEMBRE ALLE ORE 14.30
“UCRAINA, SOTTO ATTACCO DELL’IMPERIALISMO NATO E DEL NAZIFASCISMO”
 INTERVENGONO:
– VLADIMIRO MERLIN – SEGRETARIO REGIONALE PCI LOMBARDIA
– BRUNO CASATI – PRESIDENTE CENTRO CULTURALE C. MARCHESI
– PIOTR SIMONENKO – SEGRETARIO GENERALE DEL PARTITO COMUNISTA D’UCRAINA

NO allo spostamento delle facoltà scientifiche da città studi

Lo spostamento delle facoltà scientifiche da Città Studi non può decidersi tra le quattro mura del Senato Accademico.

Comunicato stampa congiunto di Possibile Milano, Sinistra Italiana – Circolo Milano Est – Zone 2,3,4, Articolo UNO – Mucittà studinicipio 4 Milano, Rifondazione Comunista Milano – Circolo Zona 3, Municipio 3 Milano in Comune, Partito Comunista Italiano zona 3.

Lo spostamento delle facoltà scientifiche della Statale nell’ex Area Expo è un’operazione strumentale e costosa che non solo lascia un intero quartiere senza certezze sul suo futuro ma rischia di compromettere la gestione dell’Università degli Studi di Milano per i prossimi anni.
Ci domandiamo se sia corretto che soldi pubblici, quelli dell’Università Statale, vengano spesi a totale discrezione degli organi di governo dell’Ateneo, quando su opere di tale entità, sia dal punto di vista dell’impatto urbanistico che da quello economico, sarebbe previsto dal nuovo codice degli Appalti (art. 22, in attesa di decreto attuativo) un dibattito pubblico aperto a tutti i soggetti interessati dal progetto, attraverso una procedura trasparente e democratica.

Il 13 giugno il gruppo parlamentare PossibileSinistra Italiana ha depositato un’interrogazione parlamentare a firma dell’On. Civati rivolta al Miur e al Mef chiedendo risposte chiare in merito ai rischi per i bilanci dell’Università derivanti da questa operazione. Si evidenziava già allora la totale assenza di uno studio alternativo che dimostrasse l’effettivo vantaggio per l’ateneo dal trasferimento nell’ex area Expo, a fronte di ingenti spese già sostenute dalla Statale nell’area di Città Studi per la costruzione di nuovi stabili ad uso didattico.
Non si comprende ancora oggi, a distanza di 5 mesi dalla nostra interrogazione, perché la Statale dovrebbe trarre beneficio spostandosi in un’area la cui superficie è la metà rispetto a quella oggi a disposizione delle facoltà scientifiche, senza contare le possibilità di espansione futura che sarebbero garantite all’Università in Città Studi e nei quartieri limitrofi, dove presto sarà riqualificato lo Scalo Lambrate e si libereranno gli edifici oggi occupati dall’Istituto Besta e dall’Istituto dei Tumori.

Chiediamo che sia data voce ai cittadini che stanno dimostrando grande partecipazione e responsabilità su questo tema, così come previsto da una legge che – forse volutamente – oggi è ancora lettera morta.

Che ne sarà di Città Studi? – ActionPage, Salviamo città studi, ILight.

Iniziativa per il Centenario della Rivoluzione d’Ottobre – Bollate (MI)

23 ottobre ore 21

Piazza Dalla Chiesa 30, presso la biblioteca, Bollate centro.

maxresdefaultPresiede: Pierino Marazzani

Interverrà: Vladimiro Merlin

nel corso della serata verrà presentato il libro
” Mai più lontani ” sul dirigente comunista Vincenzo Gigante, medaglia d’oro della Resistenza.

promuove l’iniziativa il
Circolo Giordano Bruno

Due referendum inutili e nocivi, mobilitiamoci per farli fallire!

I due presidenti di regione di Lombardia e del Veneto hanno indetto due referendum che non possono avere e non avranno nessuna conseguenza concreta, qualunque sia l’esito della votazione, dato che , a differenza dei normali referendum, non possono modificare nulla di quanto viene messo al voto ed inoltre data la genericità del quesito non possono neppure esprimere un chiaro mandato politico.
In compenso per questi due referendum verranno spesi decine e decine di milioni di euro dei bilanci delle due regioni che avrebbero potuto essere spesi per dare una migliore risposta ai bisogni ed alle emergenze sociali sia del Veneto che della Lombardia.
Servono invece alla Lega cui appartengono sia Maroni che Zaia per rilanciare la sua
immagine politica in vista delle prossime elezioni, sperperando, quindi, per scopi di partito i soldi dei cittadini lombardi e veneti.
Basterebbe osservare che in tutti gli anni del loro mandato questi “governatori” non hanno mai veramente affrontato questo tema con i vari governi che si sono succeduti ma lo rispolverano ora per cercare di aumentare il consenso personale e del loro partito.

22_settembre_definitiva

Si dovrebbe, prima di parlare di ulteriori poteri o risorse alle regioni, fare un bilancio di come queste abbiano gestito i poteri e le risorse che fino ad ora sono state loro assegnati.
La regione Lombardia prima con Formigoni e poi con Maroni è stata più volte travolta da scandali in particolare nel settore della sanità, e se guardiamo a livello nazionale vediamo che proprio il livello istituzionale regionale è stato quello che ha evidenziato il maggior numero di scandali e ruberie. In Veneto, le questioni della pedemontana, del Mose o degli ospedali costruiti in “collaborazione” tra pubblico e privato e successivamente ceduti a fondi di investimenti stranieri (solo per fare qualche esempio) sono emblematiche dell’abitudine di trattare la cosa pubblica in maniera privatistica e costosa per la collettività. Fatti come questi evidenziano la pericolosità di dare, sulla questione dell’autonomia, un mandato in bianco ai presidenti delle regioni.
Che quindi lo spostamento di poteri e risorse alle regioni sia il miglior modo per gestirle ed amministrarle è tutto da dimostrare. Inoltre in molte regioni, ed in particolare in Lombardia il decentramento di poteri e risorse si è fermato al livello regionale facendo diventare la regione una sorta di piccolo stato accentratore che non ha, a sua volta, decentrato verso le allora provincie ed i comuni, in modo da avvicinare i luoghi di decisione e di gestione ai cittadini permettendo una reale partecipazione.
Infine dietro a questi referendum rimane, anche se in questo caso si tenta di celarla, la concezione di destra della Lega che vorrebbe capovolgere quei principi di solidarietà e di ridistribuzione delle risorse che sono alla base della nostra  Costituzione, ed il diritto di ogni cittadino italiano di godere degli stessi diritti e servizi sociali in ogni parte del paese, l’idea di una frattura del paese che non porterebbe ad una “indipendenza” ma alla subordinazione economica e politica del nord Italia alla Germania.

In questo quadro il modo migliore per combattere e sconfiggere questi referendum inutili, costosi e nocivi è quello di attuare una forte campagna elettorale per una astensione attiva dei cittadini, infatti recarsi comunque a votare per esprimere un “no” rischia di diventare una legittimazione del referendum, una sorta di riconoscimento dello stesso che, involontariamente, potrebbe valorizzare un’eventuale vittoria del “si”.
Una seria ed ampia campagna per l’astensione non è un modo per “estraniarsi dalla
partita” o di restare alla finestra. Permette di smascherare la posizione del M5S e di gran parte del PD (PD veneto e sindaci PD della Lombardia) che si sono espressi per il si, mettendo in luce non solo i contenuti reali delle loro linee politiche ma anche la grande dose di opportunismo di queste forze politiche che evidenziano, con questa scelta, la loro sudditanza ai contenuti ed ai valori della destra.

Partito Comunista Italiano
Federazione regionale della Lombardia, il segretario Vladimiro Merlin               Federazione regionale del Veneto, il segretario Giorgio Langella

Ancora una provocazione fascista a Milano

Giovedì 29 Giugno un gruppo di fascisti è entrato a Palazzo Marino durante la seduta del Consiglio Comunale ed ha inscenato una gazzarra completa di saluti fascisti e di rivendicazione della propria identità fascista.
Mentre venivano, con un certo ritardo, portati fuori sono stati fatti incrociare con una delegazione di No One is Illegal, un movimento antirazzista, che si recava a incontrare dei consiglieri comunali, i fascisti hanno pensato bene di aggredire fisicamente la delegazione.
Suscita perplessità l’operato delle forze dell’ordine che presidiano Palazzo Marino, come hanno potuto non accorgersi che esponenti a loro molto noti di Casa Pound stavano entrando nell’aula consigliare, come mai non si sono insospettiti dell’insolito affollamento di pubblico, e soprattutto come si spiega l’incauta modalità con cui sono stati accompagnati fuori i fascisti facendoli incrociare con la delegazione antirazzista?
Non è questa la prima volta che si concedono eccessive libertà di movimento e di azione ai fascisti, che ne approfittano per essere sempre più aggressivi e baldanzosi.
L’apologia di fascismo avvenuta in aula consigliare deve essere punita dalla legge.
Per quanto ci riguarda è chiaro da tempo che questi spazi che vengono sempre più concessi a fascisti e neonazisti sono il risultato di una precisa volontà politica che vuole far riconquistare agibilità politica a queste forze per deviare il malcontento sociale verso lo scontro tra stranierei ed italiani , per alimentare la guerra tra poveri.
Non basta la denuncia politica di questa situazione è necessario rilanciare la mobilitazione antifascista sempre più di massa perché solo quest’ultima è in grado di limitare l’azione dei fascisti e di attuare quanto la Costituzione prevede chiaramente : il divieto di agibilità politica per i fascisti.

Partito Comunista Italiano
Regione Lombardia