Solidarietà a Cuba dal PCI Lombardia

La Segreteria lombarda del Partito Comunista Italiano, a nome di tutti i suoi iscritti e simpatizzanti condanna la mancanza di gratitudine espressa dal governo italiano che ha votato contro la risoluzione presentata al Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu per chiedere lo stop delle sanzioni economiche anche contro Cuba.
I medici e il popolo italiano non dimenticano il 22 marzo del 2020 quando 53 medici cubani della Brigata Internazionale Henry Reeve arrivarono in Lombardia, in quel momento epicentro mondiale della pandemia di Covid-19, per aiutare i colleghi italiani.

Noi saremo sempre grati al governo e al popolo cubano per quanto fatto disinteressatamente per aiutarci, e ci batteremo sempre per la fine di questo iniquo embargo da parte degli Stati Uniti e dei governi loro servi.
Evviva Cuba, evviva il popolo cubano!

Claudio Molteni
Segretario Regionale Lombardia
Partito Comunista Italiano

http://www.comunistilombardia.it

Tra Letta e Salvini, ci perdiamo i vaccini.

Luca Rodilosso – direttore ilcomunista.it –

Segretario sezione Pci Milano Centro Metropoli S. Lebedev

Enrico Letta potrà pure ben dire che Salvini parla sempre troppo e si occupa di tutto e male, ma si ricordi che l’ignavia del mondo liberal occidentale sulla mancata accettazione dei vaccini russi e cinesi, ancora oggi, è un’arma nelle mani della destra che ha buon gioco, tra tante baggianate, nel dire qualcosa di corretto, ovvero: negare l’accesso a vaccini prodotti in Russia e in Cina per mere ragioni geopolitiche – passatemi il termine – è uno SCHIFO. Soprattutto messi come siamo con le riduzioni delle forniture dalle “fidate” aziende d’oltreoceano.

Ed è per questo che le dichiarazioni del segretario PD milanese Bussolati, con tutto il rispetto, mi appaiono quantomeno penose.

Perché, sicuramente dovuto alla malagestione delle regioni a trazione leghista riguardo alle scorte dei vaccini che sono presenti, ma anche dettato dall’ottusità neocolonialista di questo europeismo atlantico da operetta che non accetta il declino dell’unipolarismo, di questo schifo la politica italiana e l’Unione Europea ne dovranno rispondere, ai cittadini italiani. E in generale ai cittadini di ogni stato europeo complice di queste scelte, queste sì conflittuali e irresponsabili.

Ci vuole l’accesso a TUTTI i vaccini, per la salute di tutti, compresi quello russo, cinese e cubano.

Riconquistiamo il diritto alla Salute

Volantino e foto del presidio unitario del 13 marzo 2021 a cui ha partecipato il PCI di Milano.

RICONQUISTIAMO IL DIRITTO ALLA SALUTE – PRESIDIO A MILANOIn occasione del primo anniversario della pandemia da Covid-19, il Coordinamento delle Sinistre di Opposizione – Milano insieme a Potere al Popolo – Milano organizza un presidio unitario in Piazza Cordusio per il prossimo sabato 13 marzo, dalle ore 15.00 alle ore 18.00.Cosa vogliamo:-Via i brevetti e la cosiddetta proprietà privata intellettuale!-Via il segreto industriale e commerciale su farmaci e vaccini!-Nazionalizzazione dell’industria farmaceutica e della Sanità privata senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori!Solo drastiche misure anticapitaliste possono consentire una svolta vera nella lotta contro la pandemia. Solo un cambio dei rapporti di forza tra la classi sociali può rimettere al centro i diritti di molti contro i privilegi di pochi.

Coordinamento delle Sinistre di Opposizione – Milano – Fronte Popolare Milano – PCL Milano – Partito Comunista Italiano – Milano – Partito marxista-leninista italiano PMLI – Potere al Popolo – Milano

Cosa ha sbagliato Fontana?

di Gianfranco Bignamini

Speravamo di aver visto tutto:

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  • l’acquisto saltato di 4 milioni di mascherine dopo essersi rivolti a una ditta che non le produceva;
  • la delibera XI / 2906 con cui si stipavano persone positive al Covid nelle case di riposo per anziani;
  • l’Ospedale “Fiera” Milano progettato con 600 posti e realizzato con 53;
  • l’acquisto di spazi pubblicitari sui giornali per esaltare il modello sanitario regionale, nel momento in cui la sola Lombardia deteneva il 9,5% delle vittime mondiali e il 52% di quelle nazionali (“28.224 vite salvate. Sanità privata insieme alla sanità pubblica”);
  • l’ex assessore Giulio Gallera che, dopo mesi e mesi di pandemia, era convinto che con un indice Rt pari a 0,5 ci volessero “due persone infette nello stesso momento per contagiarne una”;
  • l’ex assessore Giulio Gallera che, con una serie di scatti su Instagram, senza rendersene conto, rendeva noto di aver violato due regole del Dpcm (divieto di uscire dal Comune per fare sport e divieto di fare sport in gruppo);
  • una fornitura di camici affidata, senza alcuna gara, al cognato del Presidente Fontana;
  • la Regione Lombardia che riteneva inutili i test sierologici ma che, in caso di risultato positivo degli stessi, chiedeva ai cittadini di pagarsi da soli i tamponi;
  • i tamponi all’aeroporto di Malpensa avviati il 20 agosto, a estate ormai conclusa;
  • il tweet con cui la Regione Lombardia comunicava che per i turisti “è necessario effettuare il tampone solo se si fermano almeno per 4 giorni in Lombardia”;
  • l’assenza, a dicembre inoltrato, dei vaccini antinfluenzali persino per i pazienti a rischio (over 65 con patologie pregresse);
  • l’ex assessore Giulio Gallera che, nel commentare il terzultimo posto della Lombardia nella somministrazione delle dosi di vaccino anti-Covid, dichiarava che “è agghiacciante che alcune Regioni abbiano fatto la corsa al vaccino per dimostrare di essere più brave di chissà chi”.
  • la nuova assessora Letizia Moratti che, per non far rimpiangere le gaffes del suo predecessore Gallera, propone di consegnare i vaccini anti-Covid tenendo conto del Pil dei territori.

Speravamo, appunto, di aver visto tutto. E invece, ciliegina sulla torta, adesso si scopre che la Regione Lombardia ha costretto alla zona rossa 10 milioni di persone per aver sommato, per errore, il numero dei guariti al numero dei positivi.

In un Paese vagamente normale, Attilio Fontana sarebbe stato estromesso da qualsivoglia carica pubblica.

COSA HA SBAGLIATO FONTANA?

“Nel report dell’istituto Superiore di Sanità si legge che il 20 gennaio, la Lombardia, nel consueto aggiornamento epidemiologico, oltre ai numeri della settimana trascorsa, ha inserito anche “una rettifica dei dati relativi anche alla settimana 4-10 gennaio 2020”, inviati il 13 gennaio.

A cambiare è “il numero di casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e, tra quelli con una data di inizio sintomi, quelli per cui viene data una indicazione di stato clinico laddove assente”.
I primi diminuiscono da 419.362 a 414.487; i secondi passano da 185.292 a 167.638. Infine i casi “con una data inizio sintomi e in cui sia dichiarato uno stato asintomatico o vi sia notifica di guarigione/decesso senza indicazione di stato sintomatico precedente” crescono da 234.070 a 246.849.
Cambiamenti che, dice l’Iss, “riducono in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo dell’Rt”. La Regione Lombardia, quindi, ha prima comunicato numeri e indici propri da zona rossa (con un Rt risultante a 1.38), poi avrebbe cercato di correre ai ripari.

Giovedì era stata la Lombardia a dichiarare di aver inviato una serie di “dati aggiuntivi” per “ampliare i dati standard trasmessi nella settimana precedente”. Sosteneva inoltre che, in base all’ultimo monitoraggio, l’Rt medio fosse 0.82. Da zona arancione. E tutto ciò accadeva mentre Attilio Fontana faceva proprio del fattore Rt il fulcro del suo ricorso al Tar contro la zona rossa. Una guerra che lunedì vivrà il momento cruciale, quando il giudice confronterà i dati del secondo e terzo monitoraggio. Quando cioè gli errori risulteranno lampanti.”

Hanno sbagliato ad attribuire un “inizio sintomi” a molti asintomatici?
Siamo sconcertati.
Non si può parlare di “ennesima gaffe” e limitarsi ad un “chieda scusa”.
Le scuse stanno a zero.
È evidente che “imbiancare la facciata” non è servito a niente.
Qui si tratta di risarcire i lombardi ed andare di corsa a casa perché è un errore GRAVISSIMO ed imperdonabile e, come se non bastasse, un atteggiamento insopportabile.
Fontana è il vero schiaffo ai lombardi.

PCI – le lezioni di una Storia

fonte:

https://www.lacittafutura.it/archivio/pci-le-lezioni-di-una-storia?fbclid=IwAR0fn0lKId9K9hvQDIO5oAyrgQu1MAXA7s5xvau1O43m-2n-8CIPW6RiPfk

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di Adriana Bernardeschi e Ascanio Bernardeschi  – 15/01/2021

Come premessa a questo contributo in occasione del centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano, c’è un aneddoto personale che ci fa piacere condividere e che ci pare sia significativo per comprendere, pur nella complessità di quell’esperienza e nelle sue contraddizioni, la sua grandezza. Durante l’ultimo congresso, quello di scioglimento del partito, nostra madre/nonna, in un momento di attesa durante lo svolgimento dei lavori e delle votazioni nella sezione locale della nostra piccola città, in piedi, irrequieta, l’aria tetra e mesta, disse queste parole: “Stiamo facendo la veglia al morto”.

Non dimenticheremo mai quell’immagine e quelle parole, ricche di significato nella loro tragica semplicità. Perché quella semplice frase restituisce la misura di cosa abbia rappresentato quel partito per la generazione dei partigiani, di chi spendendo la propria gioventù per sconfiggere il fascismo, con indicibili sacrifici, ha considerato l’attività politica per la liberazione dell’uomo, per il comunismo, come qualcosa di inscindibile dal proprio scopo di vita.

Quel partito per loro era una famiglia. I compagni e le compagne di partito un’umanità di cui fidarsi per lo scopo – e il tipo di morale che guidava la loro vita – che li accomunava. Era la possibilità di agire concetamente dal ba sso in vista di un orizzonte altissimo, di un mondo nuovo da costruire per gli uomini e le donne di domani. Era in definitiva il senso del proprio operare. La politica in quel partito e le speranze che questa alimentava erano per gli uomini e le donne di quella generazione di comunisti assolutamente al senso stesso della propria esistenza. Continua qui https://ilcomunistaonline.wordpress.com/2021/01/17/pci-le-lezioni-di-una-storia/

12 dicembre 2020 – PCI Milano a Piazza Fontana

Il 12 dicembre 1969 è stato l’inizio della strategia della tensione, una strage di Stato dove, a danno di ignari cittadini, le classi padronali e i poteri occulti di questo paese hanno cercato in tutti i modi di strumentalizzare la manovalanza neofascista per incutere terrore nella cittadinanza e addossare le colpe alle sinistre.

Noi non perdoniamo, noi non dimentichiamo.

PER COSTRUIRE IL FUTURO, RIPARTIRE DAL PRESENTE

Questo 2020 è un anno che rimarrà impresso in ognuno di noi, per le difficoltà che ci ha portato ad affrontare su ogni campo, sanitario, sociale, economico.

La nostra regione e la nostra città sono state duramente colpite dall’epidemia di Sars Cov2, e più che mai in questi mesi si è sentito il bisogno di un nuovo piano di governo dei nostri territori, che ponga al centro i cittadini e l’assistenza sanitaria di territorio, oltre che un rafforzamento delle strutture sanitarie pubbliche.

Moltissime famiglie soffrono le chiusure degli esercizi commerciali, i ritardi nei pagamenti delle casse integrazioni, le chiusure delle attività dei servizi e del turismo, e non si riesce ancora a concepire quanto sarà il danno e le conseguenze sull’economia e sul mercato del lavoro una volta che terminerà il blocco dei licenziamenti per motivi economici.

Certamente sfide e problemi immani ci attendono,ma una cosa, al momento, ci sentiamo di ribadire: i comunisti ci sono, anche nel cuore della capitale finanziaria e della gestione economica del paese, e cercano in ogni modo di resistere e organizzarsi per portare un domani delle risposte ai grandi cambiamenti e stravolgimenti che attendono la società e in particolare le classi subalterne. Classi sociali che si trovano non solo nella condizione economica di oppressione, ma anche psicologica, emotiva, culturale. Noi comunisti della sezione del centro metropolitano di Milano, dei poli universitari, dei lavoratori dei servizi, ci rendiamo conto che ad oggi è fondamentale come primo elemento e arma la Comunicazione.

Ecco perché la sezione ha scelto la nuova intitolazione a Sergey Lebedev, scienziato nel campo dell’ingegneria elettronica e ideatore dei primi computer in Unione Sovietica. Valori di umanesimo e solidarietà che appaiono antichi abbiamo il dovere morale di portarli nell’oggi, per combattere al meglio possibile ogni ingiustizia e cercare di governare questa impetuosa transizione tecno-economica cecando di eliminarne gli squilibri.

Comunisti da sempre, a Milano. Anche tu, aderisci al Partito Comunista Italiano.

comunistimilanocentro.blogfree.net – centrometropoli@comunistimilano.it

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