Cosa ha sbagliato Fontana?

di Gianfranco Bignamini

Speravamo di aver visto tutto:

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  • l’acquisto saltato di 4 milioni di mascherine dopo essersi rivolti a una ditta che non le produceva;
  • la delibera XI / 2906 con cui si stipavano persone positive al Covid nelle case di riposo per anziani;
  • l’Ospedale “Fiera” Milano progettato con 600 posti e realizzato con 53;
  • l’acquisto di spazi pubblicitari sui giornali per esaltare il modello sanitario regionale, nel momento in cui la sola Lombardia deteneva il 9,5% delle vittime mondiali e il 52% di quelle nazionali (“28.224 vite salvate. Sanità privata insieme alla sanità pubblica”);
  • l’ex assessore Giulio Gallera che, dopo mesi e mesi di pandemia, era convinto che con un indice Rt pari a 0,5 ci volessero “due persone infette nello stesso momento per contagiarne una”;
  • l’ex assessore Giulio Gallera che, con una serie di scatti su Instagram, senza rendersene conto, rendeva noto di aver violato due regole del Dpcm (divieto di uscire dal Comune per fare sport e divieto di fare sport in gruppo);
  • una fornitura di camici affidata, senza alcuna gara, al cognato del Presidente Fontana;
  • la Regione Lombardia che riteneva inutili i test sierologici ma che, in caso di risultato positivo degli stessi, chiedeva ai cittadini di pagarsi da soli i tamponi;
  • i tamponi all’aeroporto di Malpensa avviati il 20 agosto, a estate ormai conclusa;
  • il tweet con cui la Regione Lombardia comunicava che per i turisti “è necessario effettuare il tampone solo se si fermano almeno per 4 giorni in Lombardia”;
  • l’assenza, a dicembre inoltrato, dei vaccini antinfluenzali persino per i pazienti a rischio (over 65 con patologie pregresse);
  • l’ex assessore Giulio Gallera che, nel commentare il terzultimo posto della Lombardia nella somministrazione delle dosi di vaccino anti-Covid, dichiarava che “è agghiacciante che alcune Regioni abbiano fatto la corsa al vaccino per dimostrare di essere più brave di chissà chi”.
  • la nuova assessora Letizia Moratti che, per non far rimpiangere le gaffes del suo predecessore Gallera, propone di consegnare i vaccini anti-Covid tenendo conto del Pil dei territori.

Speravamo, appunto, di aver visto tutto. E invece, ciliegina sulla torta, adesso si scopre che la Regione Lombardia ha costretto alla zona rossa 10 milioni di persone per aver sommato, per errore, il numero dei guariti al numero dei positivi.

In un Paese vagamente normale, Attilio Fontana sarebbe stato estromesso da qualsivoglia carica pubblica.

COSA HA SBAGLIATO FONTANA?

“Nel report dell’istituto Superiore di Sanità si legge che il 20 gennaio, la Lombardia, nel consueto aggiornamento epidemiologico, oltre ai numeri della settimana trascorsa, ha inserito anche “una rettifica dei dati relativi anche alla settimana 4-10 gennaio 2020”, inviati il 13 gennaio.

A cambiare è “il numero di casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e, tra quelli con una data di inizio sintomi, quelli per cui viene data una indicazione di stato clinico laddove assente”.
I primi diminuiscono da 419.362 a 414.487; i secondi passano da 185.292 a 167.638. Infine i casi “con una data inizio sintomi e in cui sia dichiarato uno stato asintomatico o vi sia notifica di guarigione/decesso senza indicazione di stato sintomatico precedente” crescono da 234.070 a 246.849.
Cambiamenti che, dice l’Iss, “riducono in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo dell’Rt”. La Regione Lombardia, quindi, ha prima comunicato numeri e indici propri da zona rossa (con un Rt risultante a 1.38), poi avrebbe cercato di correre ai ripari.

Giovedì era stata la Lombardia a dichiarare di aver inviato una serie di “dati aggiuntivi” per “ampliare i dati standard trasmessi nella settimana precedente”. Sosteneva inoltre che, in base all’ultimo monitoraggio, l’Rt medio fosse 0.82. Da zona arancione. E tutto ciò accadeva mentre Attilio Fontana faceva proprio del fattore Rt il fulcro del suo ricorso al Tar contro la zona rossa. Una guerra che lunedì vivrà il momento cruciale, quando il giudice confronterà i dati del secondo e terzo monitoraggio. Quando cioè gli errori risulteranno lampanti.”

Hanno sbagliato ad attribuire un “inizio sintomi” a molti asintomatici?
Siamo sconcertati.
Non si può parlare di “ennesima gaffe” e limitarsi ad un “chieda scusa”.
Le scuse stanno a zero.
È evidente che “imbiancare la facciata” non è servito a niente.
Qui si tratta di risarcire i lombardi ed andare di corsa a casa perché è un errore GRAVISSIMO ed imperdonabile e, come se non bastasse, un atteggiamento insopportabile.
Fontana è il vero schiaffo ai lombardi.

PCI – le lezioni di una Storia

fonte:

https://www.lacittafutura.it/archivio/pci-le-lezioni-di-una-storia?fbclid=IwAR0fn0lKId9K9hvQDIO5oAyrgQu1MAXA7s5xvau1O43m-2n-8CIPW6RiPfk

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di Adriana Bernardeschi e Ascanio Bernardeschi  – 15/01/2021

Come premessa a questo contributo in occasione del centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano, c’è un aneddoto personale che ci fa piacere condividere e che ci pare sia significativo per comprendere, pur nella complessità di quell’esperienza e nelle sue contraddizioni, la sua grandezza. Durante l’ultimo congresso, quello di scioglimento del partito, nostra madre/nonna, in un momento di attesa durante lo svolgimento dei lavori e delle votazioni nella sezione locale della nostra piccola città, in piedi, irrequieta, l’aria tetra e mesta, disse queste parole: “Stiamo facendo la veglia al morto”.

Non dimenticheremo mai quell’immagine e quelle parole, ricche di significato nella loro tragica semplicità. Perché quella semplice frase restituisce la misura di cosa abbia rappresentato quel partito per la generazione dei partigiani, di chi spendendo la propria gioventù per sconfiggere il fascismo, con indicibili sacrifici, ha considerato l’attività politica per la liberazione dell’uomo, per il comunismo, come qualcosa di inscindibile dal proprio scopo di vita.

Quel partito per loro era una famiglia. I compagni e le compagne di partito un’umanità di cui fidarsi per lo scopo – e il tipo di morale che guidava la loro vita – che li accomunava. Era la possibilità di agire concetamente dal ba sso in vista di un orizzonte altissimo, di un mondo nuovo da costruire per gli uomini e le donne di domani. Era in definitiva il senso del proprio operare. La politica in quel partito e le speranze che questa alimentava erano per gli uomini e le donne di quella generazione di comunisti assolutamente al senso stesso della propria esistenza. Continua qui https://ilcomunistaonline.wordpress.com/2021/01/17/pci-le-lezioni-di-una-storia/

12 dicembre 2020 – PCI Milano a Piazza Fontana

Il 12 dicembre 1969 è stato l’inizio della strategia della tensione, una strage di Stato dove, a danno di ignari cittadini, le classi padronali e i poteri occulti di questo paese hanno cercato in tutti i modi di strumentalizzare la manovalanza neofascista per incutere terrore nella cittadinanza e addossare le colpe alle sinistre.

Noi non perdoniamo, noi non dimentichiamo.

PER COSTRUIRE IL FUTURO, RIPARTIRE DAL PRESENTE

Questo 2020 è un anno che rimarrà impresso in ognuno di noi, per le difficoltà che ci ha portato ad affrontare su ogni campo, sanitario, sociale, economico.

La nostra regione e la nostra città sono state duramente colpite dall’epidemia di Sars Cov2, e più che mai in questi mesi si è sentito il bisogno di un nuovo piano di governo dei nostri territori, che ponga al centro i cittadini e l’assistenza sanitaria di territorio, oltre che un rafforzamento delle strutture sanitarie pubbliche.

Moltissime famiglie soffrono le chiusure degli esercizi commerciali, i ritardi nei pagamenti delle casse integrazioni, le chiusure delle attività dei servizi e del turismo, e non si riesce ancora a concepire quanto sarà il danno e le conseguenze sull’economia e sul mercato del lavoro una volta che terminerà il blocco dei licenziamenti per motivi economici.

Certamente sfide e problemi immani ci attendono,ma una cosa, al momento, ci sentiamo di ribadire: i comunisti ci sono, anche nel cuore della capitale finanziaria e della gestione economica del paese, e cercano in ogni modo di resistere e organizzarsi per portare un domani delle risposte ai grandi cambiamenti e stravolgimenti che attendono la società e in particolare le classi subalterne. Classi sociali che si trovano non solo nella condizione economica di oppressione, ma anche psicologica, emotiva, culturale. Noi comunisti della sezione del centro metropolitano di Milano, dei poli universitari, dei lavoratori dei servizi, ci rendiamo conto che ad oggi è fondamentale come primo elemento e arma la Comunicazione.

Ecco perché la sezione ha scelto la nuova intitolazione a Sergey Lebedev, scienziato nel campo dell’ingegneria elettronica e ideatore dei primi computer in Unione Sovietica. Valori di umanesimo e solidarietà che appaiono antichi abbiamo il dovere morale di portarli nell’oggi, per combattere al meglio possibile ogni ingiustizia e cercare di governare questa impetuosa transizione tecno-economica cecando di eliminarne gli squilibri.

Comunisti da sempre, a Milano. Anche tu, aderisci al Partito Comunista Italiano.

comunistimilanocentro.blogfree.net – centrometropoli@comunistimilano.it

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Solidarietà agli inquilini dello “Spazio 20092”

La federazione milanese del PCI esprime piena solidarietà alle 50 persone in emergenza abitativa allo spazio 20092 a Cinisello Balsamo alle quali è stata tagliata la corrente addirittura senza preavviso e condanna questa azione operata dall’azienda elettrica aggravata dalla presenza di numerosi bambini tra coloro che vivono in quell’area.

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Addio compagna Nespolo

La federazione metropolitana milanese del Partito Comunista Italiano esprime il suo cordoglio all’ANPI e ai famigliari per la scomparsa della compagna Carla Nespolo che ha sempre egregiamente rappresentato quegli ideali di antifascismo e libertà ai quali noi tutti ci ispiriamo.Che la terra ti sia lieve cara compagna.

Massimo Cimbali – Segretario federazione PCI Milano a nome di tutta la federazione

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Nuovo Segretario federale

A seguito di alcuni cambiamenti interni e dell’uscita volontaria e individuale dei compagni Vladimiro Merlin, segretario regionale, e Rolando Giai Levra, segretario federale milanese, il Comitato Federale riunitosi in data 23 settembre, nel ringraziare i due compagni per i quali rimane immutata la stima, ha eletto come nuovo segretario federale il compagno Massimo Cimbali e come tesoriere provinciale il compagno Davide Bellantonio.

A questo primo passo seguirà l’impegno di tutti per una ricostruzione dell’attività del partito a Milano e in Lombardia.

Ciao Maurizio

In certe situazioni, purtroppo, bastano poche parole. Nei Comunisti Italiani sei stato un valido militante, più di un decennio fa. Sei stato un fiero componente della Fgci. Ci hai accompagnato in un bel pezzo di viaggio, col tuo sorriso e la tua voglia di vita.

Poi le umane strade si dividono, ci si perde di vista. Ma noi ti ricorderemo anche come uno dei nostri, capace di unire più persone di diverse provenienze, e di esplorare nuove conoscenze.

Non è giusto andarsene a 39 anni. Buon viaggio, Maurizio Dedó.

Per il PCI Milano: Luca R.

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