Il militante comunista – gennaio 2014

E’ uscito il numero de “Il militante comunista” di Gennaio 2014, il bollettino della federazione dei Comunisti Italiani di Milano. Per consultarlo e visualizzare anche i numeri precedenti, andate nell’apposita pagina del sito

Resoconto VII Congresso provinciale – Foto

Si è tenuto il 13 luglio presso la chiesetta del Parco Trotter di Via Angelo Mosso 7 e il 14 luglio presso la Casa Rossa di Via Monte Lungo il congresso della Federazione Metropolitana di Milano del Partito dei Comunisti Italiani.

Hanno portato i loro saluti rappresentanti delle forze politiche di Rifondazione Comunista, Azione Civile, Partito Socialista Italiano, Italia dei Valori, della Camera del Lavoro di Milano, del SICET Sindacato Inquilini, dell’Associazione Italia-Cuba, di Legambiente, il consigliere provinciale “Un’altra provincia-Pdci-Prc” Massimo Gatti e il Presidente del Consiglio Comunale di Milano e eletto in “Sinistra per Pisapia” Basilio Rizzo.

Il dibattito, nel contesto del Congresso straordinario del Partito, è stato vivo ed approfondito; è stata convinzione comune considerare come necessità imperante per la sopravvivenza del Partito una svolta incisiva nella prassi organizzativa e contenutistica, e una rivisitazione più consona ai ruoli esecutivi negli organismi dirigenti, pur nella differenza di valutazioni sulla fase e sull’azione nel campo unitario dei comunisti e della sinistra.

Nello specifico, ecco i risultati della votazione su emendamenti nazionali, documento politico, sui delegati, e l’aggiornamento degli organismi dirigenti con l’elezione del nuovo comitato federale (vai alla pagina “Organismi federali“).

E’ disponibile anche la relazione introduttiva congressuale del Segretario Vladimiro Merlin (clicca qui).

1^ PARTE:  VOTAZIONE EMENDAMENTI,  DOCUMENTO POLITICO E  DELEGATI/E  CONGRESSO  NAZIONALE

VOTI favorevoli emendamento aggiuntivo (paragrafo 1 bis) “L’autocritica come strumento necessario per rinnovare il PdCI”

0
ASTENUTI 10
CONTRARI 46

TOTALE VOTANTI

56

VOTI favorevoli emendamento sostitutivo del paragrafo 24   “Fine del centrosinistra, natura del PD e la nostra collocazione”

6
ASTENUTI 0
CONTRARI 49

TOTALE VOTANTI

55

VOTI favorevoli emendamento sostitutivo del paragrafo 30 “Unità dei comunisti e fronte unitario della sinistra”

10
ASTENUTI 7
CONTRARI 39

TOTALE VOTANTI

56

VOTI favorevoli emendamento aggiuntivo (paragrafo 26 bis)  “Un partito di donne e di uomini, per donne e per uomini”

35
ASTENUTI 12
CONTRARI 5

TOTALE VOTANTI

52

VOTI favorevoli  DOCUMENTO POLITICO approvato nel Comitato Centrale del 2 giugno ’13

42
 ASTENUTI 10
 CONTRARI 8

TOTALE VOTANTI

60

Delegati/e al Congresso Nazionale

 

Supplenti dei delegati

1)      Gianni Pagliarini 1) Rolando Giai Levra
2)      Gianmaria Pavan 2) Luca Rodilosso
3)      Vladimiro Merlin
4)      Marco Grisolia
5)      Mariacarla Baroni
6)      Nadia Schavecher
7)      Fulvia Mentil

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Ordine del giorno del comitato Federale di Milano in relazione al dibattito in corso nel partito.

Il comitato politico federale di Milano dopo aver discusso del risultato elettorale e dei temi affrontati nell’ultimo Comitato Centrale esprime le seguenti valutazioni e proposte:

1)    Per quanto riguarda le dimissioni del Segretario Nazionale e della Segreteria riteniamo che dato il risultato negativo della  lista Rivoluzione Civile, nella quale ci siamo presentati, sia comprensibile che siano state presentate, anche se tale risultato è stato conseguito per limiti e contraddizioni che non sono principalmente responsabilità del nostro partito, che, anzi, ha cercato di contrastarli e di limitarne gli effetti negativi.

Riteniamo, però, che nella complicata e difficile fase politica che abbiamo di fronte il partito non può rimanere privo di direzione politica, né questa può essere esercitata da organismi improvvisati ed inadatti a svolgere tale compito.

Chiediamo quindi che il Segretario Nazionale e la segreteria sospendano le loro dimissioni fino al Congresso, dove, sulla base della discussione e dei suoi esiti potranno liberamente riconfermarle o meno.

Il congresso si deve svolgere con una preparazione adeguata il prima possibile, compatibilmente con gli eventi politici che si possono verificare anche a breve ( in particolare un possibile ritorno alle urne ) evitando che mentre sono in atto passaggi politici che possono determinare conseguenze gravi ed importanti per i lavoratori e per il paese, noi ci si trovi rinchiusi e paralizzati in un dibattito interno.

In ogni caso riteniamo che se anche il Comitato Centrale deciderà di definire un organismo di direzione più snello della attuale segreteria  per portare il partito al congresso, sia importante che il Compagno Diliberto coordini tale organismo in quanto la sua autorevolezza e la sua capacità di sintesi unitaria sono  necessarie e insostituibili per consentire al partito di arrivare al congresso in un clima sereno ed unitario.

2)    Per quanto riguarda la discussione sul partito pensiamo che, certamente, la strada principale ed ineludibile per il rilancio e la ricostruzione del Partito Comunista passa da una sua riorganizzazione , dall’autofinanziamento, dal rilancio della militanza e conseguentemente dalla crescita del suo radicamento e della sua capacità di iniziativa politica , in primo luogo nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle scuole ecc.

Questo percorso va rilanciato o proseguito e sviluppato laddove sia già cominciato, ma è necessariamente un percorso di anni, che non può certo portare a risultati immediati.

Nel frattempo e contemporaneamente  il nostro partito deve continuare a fare politica, a tutti i livelli nazionale e locale.

Il quadro politico è confuso e conflittuale, è molto probabile che presto ci si trovi di fronte ad un nuovo passaggio elettorale i cui esiti potrebbero pesare in negativo per anni  sulle condizioni di vita dei ceti popolari, sulla situazione del paese e sui suoi assetti democratici.

Per affrontare adeguatamente un passaggio così difficile e complesso il nostro partito deve fare un bilancio dell’ esperienza di Rivoluzione Civile, capire cosa si è sbagliato, ed individuare e praticare la strada migliore per poter giocare un ruolo politico ed evitare una ulteriore sconfitta ed una maggiore emarginazione politica.

Ricordiamo che in Grecia dopo un passaggio elettorale di ingovernabilità è seguita una vittoria della destra, che pure sembrava travolta dagli scandali e dalle sue responsabilità allo scoppio della crisi, tale esito va evitato al nostro paese .

Per questo motivo noi riteniamo che il nostro Partito, alla luce della nuova situazione emersa dal passaggio elettorale, debba agire per allargare a sinistra la attuale alleanza di PD e SEL, includendo il nostro ed altri partiti, con l’obiettivo di battere la destra Berlusconiana e di evitare un ritorno in campo di Monti.

Un tale percorso ha un solo limite invalicabile che è l’impossibilità per il nostro partito di presentare propri candidati nelle liste di altri partiti ( PD o SEL)  eventualità che sancirebbe di fatto la scomparsa del PDCI.

3)    Per quanto riguarda processi unitari, che noi pensiamo sia sempre utile perseguire, in particolare con il PRC, noi riteniamo che tali percorsi debbano essere verificati prima di tutto in un confronto politico che chiarisca gli elementi di reale convergenza politica e di prospettiva, la reale volontà unitaria e di conseguenza la pari dignità ed il rispetto reciproco tra i soggetti coinvolti, e non precipitare affrettatamente solo perché nominalisticamente  entrambi ci chiamiamo comunisti o perché si pensa che sommando due debolezze si ottenga più forza, anziché sommare forze un processo raffazzonato porterebbe a moltiplicare le contraddizioni e gli scontri interni, come la iniziale esperienza del PRC ci ha già dimostrato.

Milano – 19 marzo 2013