Nuovo Segretario federale

A seguito di alcuni cambiamenti interni e dell’uscita volontaria e individuale dei compagni Vladimiro Merlin, segretario regionale, e Rolando Giai Levra, segretario federale milanese, il Comitato Federale riunitosi in data 23 settembre, nel ringraziare i due compagni per i quali rimane immutata la stima, ha eletto come nuovo segretario federale il compagno Massimo Cimbali e come tesoriere provinciale il compagno Davide Bellantonio.

A questo primo passo seguirà l’impegno di tutti per una ricostruzione dell’attività del partito a Milano e in Lombardia.

Il dolore silenzioso della Lombardia

di Luca Rodilosso – Responsabile Comunicazione PCI Milano e Lombardia

E’ più che giusto, in un’emergenza che ha rilievo nazionale come quella del Covid19, che si tenga conto di misure che abbiano carattere collettivo e che possano tutelare l’intero popolo italiano. C’è un’ottimo articolo-intervista al nostro responsabile esteri PCI Della Croce, tratto dal giornale turco Aydinlik, dove si evidenziano le questioni e i limiti dell’azione di Governo e si avanzano proposte concrete nell’interesse dei lavoratori e del popolo italiano, e che vi proponiamo tramite collegamento cliccando qui.

Tuttavia, non si può non iniziare a scrivere qualcosa, come comunisti della regione più colpita in Italia e in Europa, e date le debite proporzioni di abitanti rispetto ai contagi, probabilmente la più colpita al mondo; non si può non fare qualche prima considerazione, anche se lo sappiamo che impera l’emergenza, che l’unità istituzionale da noi è il primo tassello di sopravvivenza civile, ad oggi.

regione lombardia

Emerge in primo luogo l’inadeguatezza di un sistema a collaborazione mista pubblico-privato nell’ambito della Sanità: durante un’emergenza di questa portata già è difficile coordinarsi tra Stato e Regioni nell’ambito dei loro sistemi sanitari, figuriamoci se ogni sistema sanitario regionale, tipo quello lombardo, debba chiedere e contare sulla “buona volontà” di strutture private in convenzione, aumentando così il livello decisionale e rallentando enormemente la risposta all’emergenza (e gli effetti di questo rallentamento li potremo comprendere appieno quando avremo numeri definitivi a contagio domato). Non si intende mettere in dubbio la qualità e le eccellenze infrastrutturali che la Lombardia ha, il punto è capire se queste qualità e eccellenze le abbia a prescindere o meno dal sistema di gestione regionale che è andato consolidandosi negli ultimi trent’anni a guida centrodestra-Lega della Regione, e che ha visto numerose inchieste vertere proprio sulla corruzione e sul dispendio di denaro pubblico nell’ambito della sanità regionale.

In secondo luogo, un’osservazione questa già fatta anche dai sindacati confederali regionali, si è deciso per settimane a contagio in costante aumento di tenere aperte le fabbriche e le attività di produzione di prodotti non essenziali. Ci rendiamo conto che il danno economico possa divenire rilevante, e lo sarà, ma tale atteggiamento, sostenuto in primo luogo dalle associazioni degli industriali e che ha visto una passività del Governo, che si è adeguato tardivamente, oltre che irrispettoso della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle loro famiglie, si rileverà dati alla mano miope e inutile, perché se si chiudeva prima e nella maniera più decisa possibile, magari intervenendo drasticamente a livello territoriale per evitare un continuo dilagare del contagio tra le stesse provincie lombarde e dalla Lombardia e altre zone del Nord verso il centro e sud Italia, avremmo già oggi davanti probabilmente meno settimane di chiusura e una possibilità maggiore di riprendere qualche attività economica in tempi più rapidi, così come è stato fatto in Cina.

Infine, è giusto rendere omaggio al carattere forte e dignitoso della popolazione lombarda, forse anche per questo tipo di atteggiamento dedito al lavoro e al “cavarsela con le proprie forze” a volte si tende a non chiedere e a non urlare un dolore profondo, lancinante, quando invece si sarebbe in pieno diritto di farlo, se non anche in dovere, proprio per svegliare una politica, nazionale e locale, che fino all’altroieri si è concentrata su se stessa e sulle proprie polemicucce da cortile, tra pseudosovranisti e europeisti da operetta; e come in un contrappasso dantesco, arrivano aiuti medici e di supporto da paesi socialisti come Cina e Cuba (oggi la notizia dell’arrivo in Regione di una cinquantina di medici Cubani, formati già nel lavoro contro l’epidemia di Ebola in Africa – che andranno a dare servizio nell’ospedale di Crema), ovvero da paesi considerati marginali, spesso derisi, visti e valutati in maniera ostile da tutto l’arco politico di destra e “sinistra”.

bergamo alta

Nella nostra terra, ferita, da Brescia a Milano, da Bergamo a Cremona, a Lodi, da Varese a Mantova, non c’è una persona che non abbia almeno un conoscente che si è ammalato, o che sia risultato positivo (nel migliore dei casi) fino ad arrivare nelle zone degli epicentri dove ognuno conosce almeno un ammalato grave o un deceduto. Al dolore silenzioso della Lombardia dobbiamo dare voce, in qualche modo, così come dovremmo dare una prospettiva, concreta, reale, che porti ad affrontare le vere questioni, dalla Sanità pubblica alla tutela del lavoro e dell’ambiente, fino ad oggi considerate sacrificabili e poco rilevanti spesso anche da molti lombardi, purtroppo.

Giungerà il momento, dopo il dolore e il lutto, dove l’orgoglio e la caparbietà di questa terra e della sua gente si libererà dall’inganno dell’odio e del consumismo, per tornare ad essere solidale e popolare, perché la ricca Lombardia possa divenire equa e quindi ancora più “ricca” , in una nuova armonia con questo mondo in impetuoso cambiamento.

Due referendum inutili e nocivi, mobilitiamoci per farli fallire!

I due presidenti di regione di Lombardia e del Veneto hanno indetto due referendum che non possono avere e non avranno nessuna conseguenza concreta, qualunque sia l’esito della votazione, dato che , a differenza dei normali referendum, non possono modificare nulla di quanto viene messo al voto ed inoltre data la genericità del quesito non possono neppure esprimere un chiaro mandato politico.
In compenso per questi due referendum verranno spesi decine e decine di milioni di euro dei bilanci delle due regioni che avrebbero potuto essere spesi per dare una migliore risposta ai bisogni ed alle emergenze sociali sia del Veneto che della Lombardia.
Servono invece alla Lega cui appartengono sia Maroni che Zaia per rilanciare la sua
immagine politica in vista delle prossime elezioni, sperperando, quindi, per scopi di partito i soldi dei cittadini lombardi e veneti.
Basterebbe osservare che in tutti gli anni del loro mandato questi “governatori” non hanno mai veramente affrontato questo tema con i vari governi che si sono succeduti ma lo rispolverano ora per cercare di aumentare il consenso personale e del loro partito.

22_settembre_definitiva

Si dovrebbe, prima di parlare di ulteriori poteri o risorse alle regioni, fare un bilancio di come queste abbiano gestito i poteri e le risorse che fino ad ora sono state loro assegnati.
La regione Lombardia prima con Formigoni e poi con Maroni è stata più volte travolta da scandali in particolare nel settore della sanità, e se guardiamo a livello nazionale vediamo che proprio il livello istituzionale regionale è stato quello che ha evidenziato il maggior numero di scandali e ruberie. In Veneto, le questioni della pedemontana, del Mose o degli ospedali costruiti in “collaborazione” tra pubblico e privato e successivamente ceduti a fondi di investimenti stranieri (solo per fare qualche esempio) sono emblematiche dell’abitudine di trattare la cosa pubblica in maniera privatistica e costosa per la collettività. Fatti come questi evidenziano la pericolosità di dare, sulla questione dell’autonomia, un mandato in bianco ai presidenti delle regioni.
Che quindi lo spostamento di poteri e risorse alle regioni sia il miglior modo per gestirle ed amministrarle è tutto da dimostrare. Inoltre in molte regioni, ed in particolare in Lombardia il decentramento di poteri e risorse si è fermato al livello regionale facendo diventare la regione una sorta di piccolo stato accentratore che non ha, a sua volta, decentrato verso le allora provincie ed i comuni, in modo da avvicinare i luoghi di decisione e di gestione ai cittadini permettendo una reale partecipazione.
Infine dietro a questi referendum rimane, anche se in questo caso si tenta di celarla, la concezione di destra della Lega che vorrebbe capovolgere quei principi di solidarietà e di ridistribuzione delle risorse che sono alla base della nostra  Costituzione, ed il diritto di ogni cittadino italiano di godere degli stessi diritti e servizi sociali in ogni parte del paese, l’idea di una frattura del paese che non porterebbe ad una “indipendenza” ma alla subordinazione economica e politica del nord Italia alla Germania.

In questo quadro il modo migliore per combattere e sconfiggere questi referendum inutili, costosi e nocivi è quello di attuare una forte campagna elettorale per una astensione attiva dei cittadini, infatti recarsi comunque a votare per esprimere un “no” rischia di diventare una legittimazione del referendum, una sorta di riconoscimento dello stesso che, involontariamente, potrebbe valorizzare un’eventuale vittoria del “si”.
Una seria ed ampia campagna per l’astensione non è un modo per “estraniarsi dalla
partita” o di restare alla finestra. Permette di smascherare la posizione del M5S e di gran parte del PD (PD veneto e sindaci PD della Lombardia) che si sono espressi per il si, mettendo in luce non solo i contenuti reali delle loro linee politiche ma anche la grande dose di opportunismo di queste forze politiche che evidenziano, con questa scelta, la loro sudditanza ai contenuti ed ai valori della destra.

Partito Comunista Italiano
Federazione regionale della Lombardia, il segretario Vladimiro Merlin               Federazione regionale del Veneto, il segretario Giorgio Langella

SANITA’ E TRASPARENZA IN LOMBARDIA

Oggi, nella giornata dedicata alla trasparenza, è stato arrestato il Vicepresidente della Regione Lombardia Mantovani.
Non crediamo vi sia discontinuità alcuna tra la Giunta Formigoni e la Giunta Maroni.
Mantovani è imprenditore nel campo della sanità e dei servizi socialiche ha avuto, sino ad Agosto  l’incarico di Assessore alla Salute per Regione Lombardia. Il fido Di Capua, suo assistente e pupillo è, per intenderci, quello che fece stampare manifesti in difesa di Berlusconi durante il processo noto sulla questione Ruby Rubacuori….
Su quei manifesti campeggiava la scritta “via le BR dalle procure”.
Appalti sui dializzati, sui servizi sociali, sulla costruzione di strutture sono il campo su cui si stanno muovendo le indagini della Procura della repubblica. Anche la Fondazione è nel mirino.
Ancora una volta, dopo Poggi Longostrevi, il Galeazzi, la Clinica S. Rita, il San Raffaele, e potremmo continuare, il gioco continua.
Il Partito Comunista d’Italia auspica che i cittadini possano liberarsi dai lestofanti che ancora oggi scorazzano per la Regione.
Il migliore terreno per loro è la privatizzazione, in ogni settore della Regione e del Paese.
Per risanare la Regione, chiediamo le dimissioni della Giunta Maroni.