Raffaele De Grada nel Famedio

Il Partito Comunista Italiano milanese si associa all’orgoglio della cittadinanza di Milano tutta per l’iscrizione al famedio del compagno Raffaele De Grada, partigiano, dirigente del Pci milanese, del Mls, giornalista, deputato e varie volte consigliere in enti locali, critico d’arte nonché figlio dell’omonimo padre pittore. Aderì in seguito allo scioglimento del Pci storico ai Comunisti Italiani. Si spense a Milano nel 2010.

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Risoluzione Comitato Federale 14-10-2018 – Comunisti alle Europee 2019

Il Comitato federale di Milano del Partito Comunista Italiano concorda con gli orientamenti politici espressi dal Comitato Centrale  del 29 e 30 Settembre e chiede agli organismi dirigenti del nostro partibandiere-del-Pcito, dopo aver preso atto della notevole difficoltà oggettiva relativa alla raccolta di firme per presentare una lista comunista alle elezioni europee del maggio 2019:
-di verificare il più rapidamente possibile se sussistano le condizioni politiche e organizzative per creare una lista elettorale comune tra il nostro partito e altre forze politiche comuniste, in vista delle future elezione europee del maggio 2019;
-In modo da avviare, in ogni caso,non oltre la fine di Novembre, se la verifica di cui sopra non produrrà effetti positivi, la raccolta delle firme per una lista  del nostro partito per le elezioni europee e la presentazione alle masse lavoratrici del nostro programma politico.
 Milano, 14 Ottobre 2018
  Approvato all’unanimità

No al fascismo – Ripuliamo Cavalcavia Buccari

cavalcavia.jpgApprendiamo con amarezza che il Cavalcavia Buccari è stato nuovamente sporcato con frasi inneggianti il fascismo a soli 2 mesi dall’ultimo sfregio subito.

Crediamo che questo renda evidente una volta di più che è un dovere dichiararsi con orgoglio antifascisti, anche e soprattutto in questa campagna elettorale in cui partiti che si rifanno all’ideologia fascista presenteranno le proprie liste per il voto del 4 marzo, in spregio alla legge e nel silenzio generale che sta accompagnando questi pericolosi sdoganamenti di valori contrari alla nostra Repubblica e alla nostra Costituzione.

Non possiamo che denunciare con forza questi episodi che sono la punta dell’iceberg di un problema culturale diffuso anche nella nostra città Medaglia d’oro per la Resistenza.

Chiediamo a tutti di riflettere attentamente sulla gravità di fatti come questo e vi invitiamo ad unirci a noi per andare a coprire queste scritte che insultano non solo la nostra storia ma anche la nostra democrazia.

Liberi e Uguali Milano Municipio 2/3/4

Partito Comunista Italiano Milano Municipio 3

Milano in Comune Municipio 3

Partito della Rifondazione Comunista Milano Municipio 3

Il PCI accetta la sfida #poterealpopolo

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Pubblichiamo il testo integrale della lettera di Mauro Alboresi, Segretario Nazionale del PCI, di cui oggi Il Manifesto ha pubblicato uno stralcio.

Luciana Castellina, in un breve commento apparso sulle pagine de Il Manifesto, imputa alla lista POTERE al POPOLO un grave limite. Tale lista, infatti, ignorerebbe la complessità del pensiero comunista, si limiterebbe alla mera espressione di bisogni pur sacrosanti, mancando di una qualsivoglia analisi della situazione in cui si opera e di una strategia che renda quella rivendicazione praticabile. Ciò meriterebbe l’aspra critica di Lenin, Gramsci, Togliatti. Come PCI- un soggetto politico nato da un anno e mezzo, attraverso un processo assai più ampio di quello al quale è solito ricondurlo Il Manifesto, ossia alla mera prosecuzione del PdCI- non siamo d’accordo con la tesi sostenuta. Tale lista, come noto, è nata su proposta del collettivo napoletano je so’ pazzo ed in breve ha acquisito il sostegno di diversi partiti, associazioni, movimenti, comitati, collettivi, di tante e tanti che non si riconoscono nelle diverse proposte in campo.
Siamo quindi di fronte ad una lista plurale, nella quale si ritrovano esperienze ed idealità diverse, e che come tale andrebbe valutata e sottolineata, evitando tra l’altro di ricondurla all’egemonia di questa o quella soggettività, semplicemente perché ciò non corrisponde al vero. La situazione nella quale si è chiamati ad operare è stata ampiamente analizzata dai componenti la lista. E’ in relazione ad essa, al portato della globalizzazione affermatasi all’insegna della concentrazione del capitale finanziario, dell’imperante cultura liberista, dell’austerità, che discende l’esigenza di operare una radicale rottura con le politiche date, largamente riconducibili ai governi di centrodestra e di centrosinistra da molto tempo alla guida del Paese. È in relazione a ciò che si sostanzia il no al PD, al centrosinistra, qualunque sia la sua articolazione, ma anche il porsi in alternativa a LIBERI ed UGUALI che, come noto, guarda al rilancio del rapporto con l’uno e con l’altro. Ciò non significa non porsi la questione delle condizioni funzionali ad affermare i bisogni sacrosanti che la lista evidenzia, significa, molto semplicemente, non ritenere possibile determinare ciò dando semplicemente vita ad una lista più ampia a sinistra, come da tempo Luciana Castellina ritiene necessario…