Addio al compagno Gaspare Jean

wccor_0h5xfygc-k92c-u3130171690082620h-656x49240corriere-web-milanoIl 12.08.2019 ci ha lasciato il Compagno Gaspare Jean Dirigente e Militante dello storico P.C.I. per il quale ha svolto anche il ruolo di Consigliere Provinciale per diversi anni nel Comune di Milano stimato e amato da tutte/i le/i comuniste/i e rispettato dalle stesse forze democristiane e di destra.

Dopo lo scioglimento del P.C.I. il compagno Gaspare Jean ha continuato la sua missione comunista nel PRC e poi come Dirigente e Militante dei Comunisti Italiani.

Aveva 85 anni e fino all’ultimo è stato anche un assiduo e attivo collaboratore della rivista on line “Gramsci oggi” che ha pubblicato molti dei suoi importanti articoli nel settore medico-sanitario contraddistinti da una corretta discriminante di classe tutta orientata verso la sanità pubblica e contro i disastri delle privatizzazioni in questo settore.

In memoria del nostro Compagno Gaspare Jean la rivista “Gramsci oggi” dedicherà alcune delle sue pagine nel prossimo numero che uscirà verso la fine di settembre.

Il funerale si svolgerà domani alle ore 11.00 presso il Cimitero di Lambrate (MI).

A nome della Federazione Milanese del Partito Comunista Italiano trasmetto le più sentite condoglianze a tutta la Famiglia del Compagno Gaspare Jean che resterà nel cuore e nella memoria di tutte/i le/i Comuniste/i!

Per la Federazione di Milano del PCI

Il Segretario – Rolando Giai-Levra

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Notizia su Repubblica.it Milano

Addio al compagno Sabino Malizia

Oggi (13 maggio ndr) ci ha lasciato il compagno Sabino Malizia. Una malattia improvvisa ed inesorabile ha determinato la fine terrena del nostro Sabino. Tuttavia egli rimarrà nel nostro ricordo perpetuo. I suoi insegnamenti, i suoi discorsi, i suoi scritti sono e rimarranno presenti in Noi e Noi trasmetteremo a tutti i nostri discendenti.

Sabino nasce 70 anni fa a Cerignola in provincia di Foggia. La città cara a tutti i comunisti italiani per aver dato i natali al grande Giuseppe Di Vittorio, comunista, bracciante, segretario della CGIL.

Da emigrante Sabino si trasferisce con la famiglia in Lombardia nella nostra Paderno Dugnano. Dopo gli studi, giovanissimo, diventa operaio in una piccola fabbrica locale, e da subito si mostra attento ai rapporti di lavoro dentro e fuori la fabbrica. Viene eletto rappresentante sindacale della FIOM CGIL, carica più volte ricoperta, anche quando fu assunto in una grande fabbrica, la Breda fucine di Sesto San Giovanni.

Per l’operaio Sabino la grande fabbrica è stata una scuola di vita politica e sociale: nella fabbrica si evidenziano i rapporti di classe fra il capitale e il lavoratore, si evidenziano i rapporti e i contrasti politici e sindacali. In quegli anni emerge anche il rapporto con il Partito Comunista Italiano di cui Sabino è stato militante e dirigente. Da operaio comunista ha contrastato la liquidazione del partito di Gramsci, Togliatti, Berlinguer.

Assieme ai compianti compagni Armando Cossutta e Luigi Pestalozza fu tra i fondatori dell’ASSOCIAZIONE MARXISTA. Si fece promotore, in piena campagna liquidatoria, di una lettera sottoscritta anche da alcuni suoi compagni di fabbrica, contro la liquidazione del Partito. L’allora direttore de L’Unità Massimo D’Alema, dopo molteplici scambi telefonici, la pubblicò il 15 agosto 1988, nel giorno di Ferragosto, con il titolo “Il PCI che voigliamo”. In quella lettera vediamo l’operaio che diventa intellettuale, dove Sabino e gli altri criticano le proposte occhettiane e pur tuttavia propongono cosa deve essere un Partito Comunista, proposte che sono all’ordine del giorno ancora oggi.

La Storia la conosciamo, il PCI venne chiuso. L’operaio intellettuale Sabino lo ritroviamo in prima fila, il giorno stesso in cui si archiviò il PCI, al XX congresso ove, assieme ai dirigenti nazionali Cossutta, Garavini, Libertini e Salvato, diviene tra i fondatori del MOVIMENTO per la RIFONDAZIONE COMUNISTA, in seguito divenuto Partito.

Nell’ottobre del 1998 è tra i fondatori del Partito dei Comunisti Italiani, dopo la separazione con il gruppo bertinottiano del PRC. Negli ultimi anni ha avvertito la distanza con il gruppo dirigente, distanza espressa in un intervento al congresso nazionale del PdCI di Rimini con Diliberto segretario. Distanza non colmata nemmeno in tempi recenti. Ma occorre comunque ricordare l’importanza della sua figura e dei suoi insegnamenti.

Ciao Sabino, che la terra ti sia lieve.

Domenico Di Modugno – Paderno Dugnano (MI)

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Raccolta firme per le europee 2019: grazie di tutto

Il Partito ringrazia tutti i compagni milanesi che ci hanno espresso la loro fiducia firmando le nostre liste per le elezioni europee del prossimo maggio.
Non ne abbiamo mai dubitato.
I comunisti a Milano e provincia ci sono sempre stati e sempre ci saranno, avevano solo bisogno di essere riaggregati dietro la nostra bandiera.
La campagna elettorale delle europee è solo l’inizio di un percorso con tutti voi, cari compagni.

Ci troveremo sempre insieme dalla stessa parte, quella dei Lavoratori.

Il Partito, da oggi, lavorerà per essere in campo in ogni competizione elettorale, orgoglioso del proprio Simbolo.
In molte elezioni locali, a partire dal comune di Novate Milanese con un candidato sindaco del nostro partito, noi saremo presenti e aggreganti, sotto le insegne della falce e martello, per i comunisti e per la sinistra.

Raffaele De Grada nel Famedio

Il Partito Comunista Italiano milanese si associa all’orgoglio della cittadinanza di Milano tutta per l’iscrizione al famedio del compagno Raffaele De Grada, partigiano, dirigente del Pci milanese, del Mls, giornalista, deputato e varie volte consigliere in enti locali, critico d’arte nonché figlio dell’omonimo padre pittore. Aderì in seguito allo scioglimento del Pci storico ai Comunisti Italiani. Si spense a Milano nel 2010.

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