Il NO ha vinto!, la Costituzione e la democrazia sono preservate, ma non è finita

noLa grande vittoria del NO al referendum Costituzionale consente di respingere non solo il tentativo di modificare in senso negativo la Costituzione, ma anche di impedire il consolidarsi nel nostro paese di un sistema politico autoritario ed accentrato su di una persona ( una forma mascherata di presidenzialismo ) che sarebbe stato il risultato della vittoria del SI combinata con l’Italicum che determinava l’elezione diretta ( dato che ogni partito avrebbe dovuto designare esplicitamente un “capo”) del presidente del consiglio, rendendo di fatto “obbligata” e “scontata” la scelta del Presidente della Repubblica che non poteva in quel caso che essere un puro ratificatore del risultato del ballottaggio.

Le “ presunte” modifiche all’Italicum dichiarate anche in caso di vittoria del SI non prevedevano la modifica di tale elemento.

Per la seconda volta, dopo il tentativo di Berlusconi, anch’esso bocciato da un referendum, viene respinto il tentativo di modificare la Costituzione del nostro paese ed il nostro sistema democratico sulla base della convenienza di chi in quel momento governa il paese e, soprattutto, degli interessi dei poteri economici forti nazionali ed internazionali, gli schieramenti nelle due occasioni si sono modificati, o meglio, in parte, ribaltati, ma le contraddizioni interne a chi vuole fare arretrare gli assetti costituzionali e democratici dell’Italia sono utili se consentono di battere simili disegni.

Noi, infatti, non dimentichiamo che la “deforma “ di Renzi e lo stesso Italicum furono discussi e concordati con Berlusconi e Forza Italia nel famoso accordo del Nazareno, e sarebbe stata solo una sciagura se le vicende politiche non avessero diviso , per convenienze contrastanti, questo sodalizio che avrebbe potuto , forse, riuscire a conseguire  un altro risultato rispetto a quello del 4 dicembre.

Questo però ci fa capire che i pericoli non sono definitivamente sventati, varie parti politiche hanno in mente di modificare la Costituzione e gli assetti democratici del paese, ed anche alcuni sostenitori del NO, in particolare della destra, hanno ribadito questa volontà, è necessario, quindi, che il nostro impegno continui e si rafforzi nei prossimi mesi, per consolidare il risultato ottenuto, impedire nuovi attacchi e riuscire a rafforzare e far crescere quello schieramento di sinistra e democratico che ha visto in campo non solo soggetti politici ma anche grandi forze sociali come l’Anpi, l’Arci e la stessa CGIL, oltre che varie sigle del sindacalismo di base, non solo per impedire nuovi attacchi alla democrazia ed alla Costituzione ma per porre concretamente il tema della reale applicazione della Costituzione nelle condizioni attuali della società in cui viviamo.

Il Partito Comunista Italiano si è fortemente  impegnato nella battaglia per difendere la Costituzione e la democrazia nel nostro paese, sia direttamente come partito che all’interno dei comitati unitari per il No, e ribadiamo ora il nostro massimo impegno e la nostra disponibilità a continuare nella mobilitazione e nell’iniziativa politica che, come abbiamo già detto, non può considerarsi conclusa con il 5 Dicembre.

Infine non nascondiamo la nostra soddisfazione per la conseguente caduta del governo Renzi, un governo che ha, tra l’altro, ripristinato la libertà di licenziare anche senza alcuna motivazione, ha fatto una pessima “riforma” della scuola, ha attaccato frontalmente i sindacati e mentre sovvenzionava con miliardi di euro le imprese non trovava un soldo per rinnovare i contratti, salvo firmare ( due giorni prima del voto ) un contratto per il pubblico impiego  in cui si promettevano aumenti privi dei necessari stanziamenti nel bilancio dello stato, un governo che come spesso ha detto Alfano “autorevole” ministro dell’interno ha in tutti i suoi provvedimenti e “riforme” messo in atto i punti del programma della destra ( e se lo dice lui ci possiamo fidare !), un governo quindi che non solo se ne deve andare ma che non può in alcuna forma essere riproposto da Mattarella, né con improponibili reincarichi di Renzi, né con l’incarico ad altri esponenti del governo stesso, dato che tutti in prima persona si sono messi in campo a sostegno della riforma costituzionale che è stata nettamente e pesantemente bocciata dagli elettori, assieme, di fatto, all’operato del governo stesso.

Vladimiro Merlin

Segretario metropolitano PCI Milano