Addio al compagno Sabino Malizia

Oggi (13 maggio ndr) ci ha lasciato il compagno Sabino Malizia. Una malattia improvvisa ed inesorabile ha determinato la fine terrena del nostro Sabino. Tuttavia egli rimarrà nel nostro ricordo perpetuo. I suoi insegnamenti, i suoi discorsi, i suoi scritti sono e rimarranno presenti in Noi e Noi trasmetteremo a tutti i nostri discendenti.

Sabino nasce 70 anni fa a Cerignola in provincia di Foggia. La città cara a tutti i comunisti italiani per aver dato i natali al grande Giuseppe Di Vittorio, comunista, bracciante, segretario della CGIL.

Da emigrante Sabino si trasferisce con la famiglia in Lombardia nella nostra Paderno Dugnano. Dopo gli studi, giovanissimo, diventa operaio in una piccola fabbrica locale, e da subito si mostra attento ai rapporti di lavoro dentro e fuori la fabbrica. Viene eletto rappresentante sindacale della FIOM CGIL, carica più volte ricoperta, anche quando fu assunto in una grande fabbrica, la Breda fucine di Sesto San Giovanni.

Per l’operaio Sabino la grande fabbrica è stata una scuola di vita politica e sociale: nella fabbrica si evidenziano i rapporti di classe fra il capitale e il lavoratore, si evidenziano i rapporti e i contrasti politici e sindacali. In quegli anni emerge anche il rapporto con il Partito Comunista Italiano di cui Sabino è stato militante e dirigente. Da operaio comunista ha contrastato la liquidazione del partito di Gramsci, Togliatti, Berlinguer.

Assieme ai compianti compagni Armando Cossutta e Luigi Pestalozza fu tra i fondatori dell’ASSOCIAZIONE MARXISTA. Si fece promotore, in piena campagna liquidatoria, di una lettera sottoscritta anche da alcuni suoi compagni di fabbrica, contro la liquidazione del Partito. L’allora direttore de L’Unità Massimo D’Alema, dopo molteplici scambi telefonici, la pubblicò il 15 agosto 1988, nel giorno di Ferragosto, con il titolo “Il PCI che voigliamo”. In quella lettera vediamo l’operaio che diventa intellettuale, dove Sabino e gli altri criticano le proposte occhettiane e pur tuttavia propongono cosa deve essere un Partito Comunista, proposte che sono all’ordine del giorno ancora oggi.

La Storia la conosciamo, il PCI venne chiuso. L’operaio intellettuale Sabino lo ritroviamo in prima fila, il giorno stesso in cui si archiviò il PCI, al XX congresso ove, assieme ai dirigenti nazionali Cossutta, Garavini, Libertini e Salvato, diviene tra i fondatori del MOVIMENTO per la RIFONDAZIONE COMUNISTA, in seguito divenuto Partito.

Nell’ottobre del 1998 è tra i fondatori del Partito dei Comunisti Italiani, dopo la separazione con il gruppo bertinottiano del PRC. Negli ultimi anni ha avvertito la distanza con il gruppo dirigente, distanza espressa in un intervento al congresso nazionale del PdCI di Rimini con Diliberto segretario. Distanza non colmata nemmeno in tempi recenti. Ma occorre comunque ricordare l’importanza della sua figura e dei suoi insegnamenti.

Ciao Sabino, che la terra ti sia lieve.

Domenico Di Modugno – Paderno Dugnano (MI)

sabinomalizia

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No alle 14 corsie sulla Rho-Monza – corteo 29-9-2013

Care/i compagne/i

Domenica 29 settembre 2013 ore 14,00 a Paderno Dugnano si terrà il corteo lungo le vie cittadine da via Argentina a piazza Resistenza (municipio paderno dugnano) per protestare contro il progetto di “riqualificazione” in autostrada urbana da 14 corsie della strada provinciale Rho-Monza.

Al corteo ha aderito la sezione locale del PdCI e come Federazione di Milano invitiamo i compagni che potranno essere presenti a Paderno Dugnano a convergere nello spezzone organizzato dai compagni locali con le bandiere del partito.
In allegato la locandina della manifestazione.

Saluti

Vladimiro Merlin

Segretario Federazione PdCI Milano

nocorsie rho-monza 2013