Risoluzione Comitato Federale 14-10-2018 – Comunisti alle Europee 2019

Il Comitato federale di Milano del Partito Comunista Italiano concorda con gli orientamenti politici espressi dal Comitato Centrale  del 29 e 30 Settembre e chiede agli organismi dirigenti del nostro partibandiere-del-Pcito, dopo aver preso atto della notevole difficoltà oggettiva relativa alla raccolta di firme per presentare una lista comunista alle elezioni europee del maggio 2019:
-di verificare il più rapidamente possibile se sussistano le condizioni politiche e organizzative per creare una lista elettorale comune tra il nostro partito e altre forze politiche comuniste, in vista delle future elezione europee del maggio 2019;
-In modo da avviare, in ogni caso,non oltre la fine di Novembre, se la verifica di cui sopra non produrrà effetti positivi, la raccolta delle firme per una lista  del nostro partito per le elezioni europee e la presentazione alle masse lavoratrici del nostro programma politico.
 Milano, 14 Ottobre 2018
  Approvato all’unanimità
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No al fascismo – Ripuliamo Cavalcavia Buccari

cavalcavia.jpgApprendiamo con amarezza che il Cavalcavia Buccari è stato nuovamente sporcato con frasi inneggianti il fascismo a soli 2 mesi dall’ultimo sfregio subito.

Crediamo che questo renda evidente una volta di più che è un dovere dichiararsi con orgoglio antifascisti, anche e soprattutto in questa campagna elettorale in cui partiti che si rifanno all’ideologia fascista presenteranno le proprie liste per il voto del 4 marzo, in spregio alla legge e nel silenzio generale che sta accompagnando questi pericolosi sdoganamenti di valori contrari alla nostra Repubblica e alla nostra Costituzione.

Non possiamo che denunciare con forza questi episodi che sono la punta dell’iceberg di un problema culturale diffuso anche nella nostra città Medaglia d’oro per la Resistenza.

Chiediamo a tutti di riflettere attentamente sulla gravità di fatti come questo e vi invitiamo ad unirci a noi per andare a coprire queste scritte che insultano non solo la nostra storia ma anche la nostra democrazia.

Liberi e Uguali Milano Municipio 2/3/4

Partito Comunista Italiano Milano Municipio 3

Milano in Comune Municipio 3

Partito della Rifondazione Comunista Milano Municipio 3

Solidarietà agli studenti in piazza

La segreteria provinciale milanese del PCI stigmatizza l’uso ingiustificato della forza e dei manganelli perpetrato nella tarda mattinata di oggi 17 novembre 2017 in stazione centrale, da parte delle forze dell’ordine nei confronti degli studenti che erano scesi pacificamente in piazza a manifestare contro il razzismo e l’illegalità di Stato.

L’uso della violenza contro i giovani evoca tristi episodi della nostra storia passata che non vorremmo più rivedere.

NO allo spostamento delle facoltà scientifiche da città studi

Lo spostamento delle facoltà scientifiche da Città Studi non può decidersi tra le quattro mura del Senato Accademico.

Comunicato stampa congiunto di Possibile Milano, Sinistra Italiana – Circolo Milano Est – Zone 2,3,4, Articolo UNO – Mucittà studinicipio 4 Milano, Rifondazione Comunista Milano – Circolo Zona 3, Municipio 3 Milano in Comune, Partito Comunista Italiano zona 3.

Lo spostamento delle facoltà scientifiche della Statale nell’ex Area Expo è un’operazione strumentale e costosa che non solo lascia un intero quartiere senza certezze sul suo futuro ma rischia di compromettere la gestione dell’Università degli Studi di Milano per i prossimi anni.
Ci domandiamo se sia corretto che soldi pubblici, quelli dell’Università Statale, vengano spesi a totale discrezione degli organi di governo dell’Ateneo, quando su opere di tale entità, sia dal punto di vista dell’impatto urbanistico che da quello economico, sarebbe previsto dal nuovo codice degli Appalti (art. 22, in attesa di decreto attuativo) un dibattito pubblico aperto a tutti i soggetti interessati dal progetto, attraverso una procedura trasparente e democratica.

Il 13 giugno il gruppo parlamentare PossibileSinistra Italiana ha depositato un’interrogazione parlamentare a firma dell’On. Civati rivolta al Miur e al Mef chiedendo risposte chiare in merito ai rischi per i bilanci dell’Università derivanti da questa operazione. Si evidenziava già allora la totale assenza di uno studio alternativo che dimostrasse l’effettivo vantaggio per l’ateneo dal trasferimento nell’ex area Expo, a fronte di ingenti spese già sostenute dalla Statale nell’area di Città Studi per la costruzione di nuovi stabili ad uso didattico.
Non si comprende ancora oggi, a distanza di 5 mesi dalla nostra interrogazione, perché la Statale dovrebbe trarre beneficio spostandosi in un’area la cui superficie è la metà rispetto a quella oggi a disposizione delle facoltà scientifiche, senza contare le possibilità di espansione futura che sarebbero garantite all’Università in Città Studi e nei quartieri limitrofi, dove presto sarà riqualificato lo Scalo Lambrate e si libereranno gli edifici oggi occupati dall’Istituto Besta e dall’Istituto dei Tumori.

Chiediamo che sia data voce ai cittadini che stanno dimostrando grande partecipazione e responsabilità su questo tema, così come previsto da una legge che – forse volutamente – oggi è ancora lettera morta.

Che ne sarà di Città Studi? – ActionPage, Salviamo città studi, ILight.