Solidarietà al Venezuela Bolivariano

Assistiamo attoniti all’ennesimo tentativo di colpo di Stato contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela. Non è la prima volta purtroppo – ricordiamo il tentativo del 2002 – ma la scelta di Trump di riconoscere come Presidente ad interim un suo fantoccio è assolutamente irresponsabile. A ruota ovviamente le destre latinoamericane, capitanate dal Brasile di Bolsonaro e dalla Colombia di Duque, si affrettano a dare sostegno al loro alleato preferito. Dopo l’ennesima vittoria di Maduro oggi, Chavez prima, alle elezioni democratiche (al voto due terzi degli aventi diritto) dello scorso 20 maggio, è stato un susseguirsi di attacchi, senza dimenticare le sanzioni applicate contro il Paese, anche dall’ipocrita Unione Europea. Coloro che in realtà vogliono il petrolio e le risorse del Venezuela, oggi si assumono la responsabilità di provare a scatenare una vera guerra civile, secondo un copione già visto nel Cile di Allende.
Noi, forze politiche comuniste, progressiste di sinistra e realtà associative, riconosciamo l’esperienza democratica e rivoluzionaria che, negli ultimi 20 anni, ha realizzato storici e importanti cambiamenti, che hanno avuto ricadute nell’intero continente latinoamericano, e per questo costantemente sotto attacco da parte delle destre e delle oligarchie nazionali e internazionali, in particolare statunitensi.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e appoggio al popolo venezuelano e al Presidente Nicolas Maduro, e agiremo in tutte le istanze possibili per difendere il diritto del popolo venezuelano a scegliere la propria strada. Giù le mani dal Venezuela!

Associazione Italia Cuba Milano
Partito della Rifondazione Comunista – Milano
Partito Comunista Italiano – Milano
Centro Culturale Concetto Marchesi

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INCONTRO CON DELEGAZIONE DEL SALVADOR

Il giorno 25 maggio, sabato, sono stata invitata al Punto Rosso per un’incontro con una delegazione del Salvador, a interloquire per conto del Partito dei Comunisti Italiani di Milano.

La delegazione del FMNL sta girando l’Europa per contattare le comunità di salvadoregni emigrati, in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il 2 febbraio del prossimo anno. Di fatto, il Salvador ha circa 7 milioni di abitanti, di cui un terzo all’estero, la maggior parte negli Stati Uniti, ma circa mezzo milione in Europa.

La delegazione è composta dal candidato alla vice-presidenza, licenciado Oscar Ortiz, attualmente sindaco di Santa Tecla; dalla signora Maria Mirtala Lopez, deputata del Parlamento centroamericano, nonché incaricata delle relazioni internazionali e dell’emigrazione; i due sono accompagnati da due altre persone, da un operatore cinematografico che filma tutti gli incontri, nonché da Dieter, un tedesco che però è anche salvadoregno e abita in Svizzera, e – se ho capito bene –  è un po’ il loro mentore in Europa.

Da parte italiana erano presenti, oltre a Giorgio Riolo del Punto Rosso, un latinoamericano rappresentante di SEL, un’esponente di Rifondazione, e una del gruppo “Oscar Romero” di Milano, oltre che giornalista dell’”Avvenire”.

Ha iniziato il candidato, dando un quadro della situazione attuale del Salvador: con la vittoria del FNML 5 anni fa, la destra si è divisa ma non è assolutamente da sottovalutare. L’azione del governo attuale si è concentrata sui ceti popolari, ma è necessario conquistare le classi medie urbane e gli emigrati depoliticizzati, per riuscire a vincere le elezioni a prima botta, senza ballottaggio ( è necessario il 50% più uno dei voti). Il partito – dopo un tempo di dibattiti interni molto forti – è attualmente compatto e opera in vista dell’azione di governo, con programmi a breve, medio e lungo termine, cercando di tenere insieme strategia e tattica.

Sono seguite varie domande da parte di tutti. Da parte mia, ho chiesto dell’impatto della crisi sull’economia del paese; delle relazioni internazionali che intrattengono con l’Italia e con le istituzioni europee; ho rammentato la questione attualmente sotto i riflettori dello ius soli, nonché quella del riconoscimento reciproco dei titoli di studio, per favorire l’integrazione dei giovani. E infine, sostenuta e approvata da tutti, ho chiesto che cosa possiamo fare per loro.

Non mi dilungo sulla discussione, che ha toccato punti molto interessanti, ma con il tempo solo di sfiorarli. La conclusione è stata che i salvadoregni chiedono osservatori italiani per le elezioni. Mi sono sentita in grado di affermare che il Partito dei comunisti italiani potrà assicurare la presenza di osservatori, quanto meno qui a Milano, ai seggi che la comunità – molto numerosa – aprirà in città. Se poi si trattasse di andare in Salvador, si vedrà…

Milano, 26-5-2013

Nunzia Augeri