Ancora una provocazione fascista a Milano

Giovedì 29 Giugno un gruppo di fascisti è entrato a Palazzo Marino durante la seduta del Consiglio Comunale ed ha inscenato una gazzarra completa di saluti fascisti e di rivendicazione della propria identità fascista.
Mentre venivano, con un certo ritardo, portati fuori sono stati fatti incrociare con una delegazione di No One is Illegal, un movimento antirazzista, che si recava a incontrare dei consiglieri comunali, i fascisti hanno pensato bene di aggredire fisicamente la delegazione.
Suscita perplessità l’operato delle forze dell’ordine che presidiano Palazzo Marino, come hanno potuto non accorgersi che esponenti a loro molto noti di Casa Pound stavano entrando nell’aula consigliare, come mai non si sono insospettiti dell’insolito affollamento di pubblico, e soprattutto come si spiega l’incauta modalità con cui sono stati accompagnati fuori i fascisti facendoli incrociare con la delegazione antirazzista?
Non è questa la prima volta che si concedono eccessive libertà di movimento e di azione ai fascisti, che ne approfittano per essere sempre più aggressivi e baldanzosi.
L’apologia di fascismo avvenuta in aula consigliare deve essere punita dalla legge.
Per quanto ci riguarda è chiaro da tempo che questi spazi che vengono sempre più concessi a fascisti e neonazisti sono il risultato di una precisa volontà politica che vuole far riconquistare agibilità politica a queste forze per deviare il malcontento sociale verso lo scontro tra stranierei ed italiani , per alimentare la guerra tra poveri.
Non basta la denuncia politica di questa situazione è necessario rilanciare la mobilitazione antifascista sempre più di massa perché solo quest’ultima è in grado di limitare l’azione dei fascisti e di attuare quanto la Costituzione prevede chiaramente : il divieto di agibilità politica per i fascisti.

Partito Comunista Italiano
Regione Lombardia

Ucraina, “Kiev è in ostaggio dell’estrema destra” – Intervista di Radio Città Fujiko a Flavio Pettinari (audio)

da www.radiocittafujiko.it

svoboda scontri ucraina

La celebre piazza Indipendenza di Kiev, teatro della rivolta anti-Janucovyc, sarebbe controllata dall’estrema destra ucraina. I gruppi paramilitari, che si richiamano ai collaborazionisti della seconda guerra mondiale, sono armati e si sarebbero resi protagonisti di atti di teppismo e terrorismo.

Appare sempre più sbiadita l’immagine di quella che in tanti si sono affrettati a definire “Primavera ucraina”. Cacciato Janucovyc da Kiev, eletto il fedelissimo di Yulia Tymoshenko, Yatseniuk alla presidenza del consiglio dei ministri, restano tante le ombre sulle ragioni e sugli attori, del rovesciamento delle istituzioni ucraine.

Tra opposizione e governo, si è fatto largo un altro grande protagonista della scena politica ucraina: la piazza, termine che significa da sempre tutto e niente, ma nel quale vanno rintracciate anime e componenti.

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