DICIAMO NO A CHI NON TAGLIA I COSTI, MA SOLO IL NOSTRO DIRITTO DI ESSERE RAPPRESENTATI.

  • La riduzione di oltre un terzo dei parlamentari, senza il bilanciamento di una Legge elettorale proporzionale pura, si traduce, di fatto, nella riduzione della rappresentanza popolare.
  • Se si voleva ridurre la spesa e rendere più efficiente il Parlamento, bastava ridurre gli emolumenti eccessivi e il numero dei dipendenti e modificare i Regolamenti di Camera e Senato.
  • Le ripercussioni sull’ampliamento dei Collegi e sul rapporto rappresentanti/cittadini, che diviene il più basso in Europa (da 1/96.000 a 1/150.000), comporteranno l’impossibilità di dare voce alle forze
    politiche minori, ai territori periferici e alle minoranze linguistiche, riducendo ancor più la partecipazione democratica e aumentando l’astensionismo.
  • Le conseguenze caleranno pure sulla prossima elezione del Presidente della Repubblica, alla quale partecipano (ex art.83 Costituzione) con diritto di voto 58 delegati regionali (3 per Regione e 1 per la Val d’Aosta), che passano da una proporzione di 58/945 a 58/600 parlamentari, con un peso ben più determinante nel voto, che, dopo il terzo scrutinio è a maggioranza assoluta. Con ciò dando maggior potere alle classi politiche regionali.
  • Con un Senato ridotto a 200 membri, prendono seggi solo le liste che ottengono il 15% in almeno una Regione, senza contare che vogliono modificare la legge elettorale, introducendo uno sbarramento al 5%, per “sbarrare” il passo alle voci più critiche e alle minoranze politiche, le sole
    che possono ancora disturbare il “manovratore”.
  • Se questa Legge sarà promulgata, la politica verrà gestita da una oligarchia, le maggioranze parlamentari saranno ancor più esposte a continue variazioni, con il cambio di casacca di pochi Deputati e Senatori e perfino la Costituzione potrà facilmente essere cambiata con il voto di pochi parlamentari… il disegno di indebolire le funzioni del Parlamento, per passare dalla Repubblica parlamentare alla Repubblica Presidenziale sarà così compiuto.
    POSSIAMO ANCORA VINCERE, NON C’E’ QUORUM!
    POSSIAMO ANCORA SBARRARE IL PASSO A QUESTO ENNESIMO ATTACCO ALLA NOSTRA DEMOCRAZIA, ALLA RIDUZIONE DEL PARLAMENTO AD UNA ISTITUZIONE INUTILE, AL PRESIDENZIALISMO E ALL’UOMO FORTE AL POTERE.
    AL REFERENDUM VOTIAMO E FACCIAMO VOTARE NO

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NO FAQ sul referendum costituzionale del 29 marzo